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06.07.2012

 

 

 

 

 

 

Contributo sul tema del trasporto ferroviario delle merci alla Assemblea Programmatica degli Stati Generali della Green Economy, Roma, 3 Luglio 2012.

Stati Generali della Green Economy
Gruppo di Lavoro: Sviluppo della Mobilità sostenibile – Assemblea Programmatica 03.07.2012

Promuovere il trasporto ferroviario delle merci

E’ ampiamente dimostrato da numerose ricerche che il trasporto ferroviario delle merci ha un impatto ambientale molto minore rispetto a quello su strada.
Ed è altrettanto noto che in Italia la quota modale delle merci su ferrovia è intorno al 7% rispetto ad una media europea di circa il 12%. Lo spazio per una crescita di questa quota è quindi evidentemente molto ampio, ma perché la crescita si realizzi si deve creare a livello culturale, tecnico e politico un ambiente favorevole, che partendo da una più estesa conoscenza delle specificità del mezzo ferroviario si traduca in una coerente politica di mobilità sostenibile.

E’ prima di tutto necessario allora che la Politica, il Governo, riprendano in mano seriamente il potere di indirizzo strategico del sistema dei trasporti, in particolare di quello ferroviario, considerandone anche le valenze sociali e di economia territoriale.

Tuttavia la modalità ferroviaria potrà recuperare efficacemente quote di mercato solo se sarà messa in condizione di essere economicamente competitiva rispetto alle altre modalità, a prescindere dalle sovvenzioni.
Dovrà perciò essere dato mandato al livello tecnico di attuare le modifiche normative e operative indispensabili per introdurre maggiore produttività, efficienza e flessibilità, pur sempre nella salvaguardia dei livelli di sicurezza propri della Ferrovia, in modo da permettere al sistema treno di rispondere alle variabili domande del mercato con la rapidità che caratterizza l’economia contemporanea, mentre in questo campo oggi risulta nettamente privilegiato il mezzo stradale.
In questa ottica va vista anche la disponibilità dei punti di servizio diffusi sul territorio, integrati nelle economie locali, per i quali si richiede un lavoro di ricerca per individuare nuove forme di gestione sostenibili anche in presenza di volumi di traffico contenuti.

Non deve essere dimenticato poi il fatto che la maggior parte dei trasportatori non è preparata a rapportarsi con il mezzo ferroviario, e che pertanto sarà necessario intervenire con azioni di formazione, di incentivazione per l’acquisto di attrezzature adeguate, di coordinamento dei flussi di traffico per agevolarne il trasferimento su ferro, di supporto all’organizzazione delle partnerships per gestire i tratti a origine e a destinazione, di sviluppo delle tecniche di tracciabilità dei carichi e della affidabilità del servizio.

Infine, sarebbe utile se l’opinione pubblica fosse messa maggiormente a conoscenza dei vantaggi pratici del trasporto ferroviario, attraverso una corretta comunicazione dei progetti di sviluppo e dei risultati attesi – aspetto oggi in Italia molto trascurato o addirittura ostacolato – e la cura del servizio, dei mezzi e degli spazi di pertinenza della ferrovia, in modo che i necessari interventi infrastrutturali sul territorio possano essere letti come un miglioramento della qualità della vita e più facilmente condivisi ed accettati dalle popolazioni interessate.

Fulvio Quattroccolo

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