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28.12.2016

 

pubblicato su Ferpress

 

 

 

 

Guido Gazzola (ASSOFERR): la norma sugli incentivi alla rottamazione dei carri inserita in Finanziaria è fortemente distorsiva del mercato.

Riporto questa intervista di Ferpress a Guido Gazzola, Presidente ASSOFERR, su una norma apparentemente favorevole al cargo ferroviario, in realtà ritagliata sulle esigenze di un solo operatore, secondo la sua lettura che condivido, per rimediare alle sue manchevolezze gestionali degli anni passati. Segue un mio commento.

(FERPRESS) – Roma, 27 DIC – Tra gli emendamenti approvati alla Legge Finanziaria, uno tra gli altri, riguarda il sostegno alla rottamazione dei carri ferroviari. L’iniziativa, assunta dal vice presidente della Commissione Trasporti della Camera Vincenzo Garofalo, si inserisce secondo l’estensore dell’emendamento, nel quadro della Cura del ferro su cui il ministro Delrio ed il governo hanno spinto nella seconda parte della Legislatura che si sta chiudendo. Sull’applicazione della norma approvata abbiamo chiesto alcuni pareri agli operatori del settore. Il primo intervistato è Guido Gazzola, presidente di Assoferr.

D: Gazzola, come sappiamo nella Legge di stabilità è stato inserito un capitolo in grado di dare una spinta ulteriore alla cura del ferro, affrontando il problema del rinnovamento del parco rotabile dei carri merci? Un passo in avanti…
Gazzola: “Purtroppo no. Il testo dell’emendamento presentato dall’onorevole Garofalo, e approvato senza modifiche, non risponde ad una esigenza effettiva del mercato ma probabilmente ad esigenze di bilancio di alcune aziende, anche facilmente individuabili. L’approvazione di questo emendamento ci ha sorpreso. Innanzitutto perché questo non rientra nel pacchetto di norme volute dal Ministro Delrio nell’ambito della Cura del Ferro ed in secondo luogo perché – al contrario degli altri provvedimenti approvati lo scorso anno – questo di fatto introduce un grave elemento distorsivo poiché finanzia solo una piccola parte del settore, limitando il parco carri che può ricevere l’incentivo a quelli immatricolati nel solo registro italiano mentre – come è noto agli operatori del settore – la quasi totalità dei carri delle aziende italiane private circolanti in Italia sono stati negli anni  immatricolati all’estero. E questo è solo il più grave degli aspetti.”

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D: Quali sono gli altri?
Gazzola:“L’artificio con il quale vengono stabiliti i criteri per assegnare l’incentivo è gravemente lesivo del mercato. Il parametro dei 20 anni di età dei carri rottamabili associato a quello della (presunta) adeguatezza tecnologica di fatto genera l’effetto opposto a quello desiderabile per il mercato. Innanzitutto provoca un danno alla redditività dei carri merci con più di 20 anni di età mantenuti in perfette condizioni (con relativi investimenti) dai relativi proprietari mentre premia al contrario i detentori che in questi anni hanno trascurato la manutenzione dei propri carri di fatto ponendoli fuori dal mercato in attesa di una sanatoria. Ma non solo, stabilire per legge che carri di 20 anni possano essere non più conformi alimenta una distorsione che causerà conseguenze in futuro. In questi 20 anni non è intervenuta nessuna norma che li possa aver resi non più tecnologicamente adeguati.
Carri omologati e costruiti 20 anni fa, se correttamente manutenuti, devono essere perfettamente in grado di circolare. Chi non li ha mantenuti in efficienza di fatto è semmai responsabile di aver depauperato il valore degli stessi, nel caso di specie in gran parte acquistati con soldi pubblici. Premiarlo con un contributo alla rottamazione oltre ad essere una violenza fatta al mercato è una presa in giro del contribuente.”

D: Cosa intendete fare?
Gazzola:“Questa norma non è in linea con lo spirito aperto e di sistema assunto dalla Cura del Ferro. Ci opporremo in ogni sede nazionale ed europea all’attuazione di questa norma almeno finché la stessa non verrà modificata nel rispetto delle esigenze dell’intero mercato”.

 

 

 

 

 

Commento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ho detto, condivido l'interpretazione di Guido Gazzola e le sue preoccupazioni, soprattutto dal punto di vista tecnico.

Far passare il concetto che un veicolo ferroviario di 20 anni è superato e da rottamare alimenta l'errata percezione del pubblico, abituato a rottamare le automobili di dieci anni o meno, che la ferrovia utilizza mezzi vecchi e obsoleti - soprattutto nei riguardi del trasporto passeggeri.

In realtà l'industria ferroviaria costruisce veicoli destinati a durare, fuori dall'ottica di "consumo e sostituzione", e di questo essa soffre proprio in quanto le commesse hanno cicli non continuativi. I rotabili, locomotive o vagoni che siano, hanno costi corrispondentemente alti, e devono essere sottoposti alle corrette manutenzioni, adeguamenti, fino al cosiddetto "revamping", nel corso di una vita utile di almeno tre-quattro decenni. Ad eempio, il carro T1 di HUPAC nella foto sopra il titolo ha circa 40 anni, è stato via via rinnovato e aggiornato, e circola regolarmente tutt'oggi nei treni in tutta Europa di uno dei maggiori operatori intermodali del continente.

Vale la pena ricordare come esempio che negli scorsi anni sono stati fatti come comunità delle ferrovie europee importanti studi e prove per mettere a punto il materiale silenzionso LL per le suole dei freni dei carri merci, che permette di ridurre la rumorosità dei vagoni esistenti senza dover cambiare l'intero sistema frenante come richiede invece il materiale K (sintetico) e quindi di prolungarne la vita utile nel rispetto delle normative attuali con costi accessibili. E' di questo giorni la nota diffusa da DB (ferrovie tedesche) che sono già 40.000 i carri dotati di suole LL ( +7.000 nel 2017, altri 11.000 programmati nel 2018) e che entro il 2020 tutto il parco di proprietà sarà silenziato.

Proprio su questo punto, magari, poteva essere indirizzato l'incentivo in modo più aperto al sistema ferro, o su elementi di sicurezza come i rilevatori di svio o la dotazione di sensori per la manutenzione predittiva.

Nella foto, una suola in materiale LL (dal sito http://www.deutschebahn.com)

 

 

 

 
 

 

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